Marco Chiellini, odontoiatra piemontese, è un punto di riferimento nell’estetica del sorriso femminile, oltre che autore, relatore e protagonista di un documentario internazionale sul sorriso italiano nel mondo. Chiellini è tra i medici volontari che hanno preso parte alla seconda edizione newyorkese di Campus Salute, il progetto di prevenzione nato in Italia nel 2010, che tra l’8 e l’11 ottobre ha portato alla Scuola d’Italia incontri per gli studenti e le famiglie e visite specialistiche, anche di odontoiatria.
Sabato 10 ottobre, alla Carnegie Hall, durante la cerimonia degli Italian Reputation Awards, Campus Salute ha ricevuto un riconoscimento speciale. Il presidente, Pasquale Antonio Riccio, ha reso omaggio ai medici volontari che hanno messo le proprie competenze al servizio della comunità italiana di New York: Pasquale Mugione, Domenico Veneziano, Marco Chiellini, Valentina Russo e Davide Mayol. Il dottor Chiellini, che nel 2024 ha ricevuto lo stesso premio, ha commentato con grande entusiasmo: “È una bellissima manifestazione, e quest’anno ho preso un altro premio, condiviso anche con i miei colleghi, ed è sempre emozionante”. Rispetto a due anni fa, racconta, ha fatto “diverse cose” nel suo lavoro: sta cercando di aprire nuovi studi e ha “una prospettiva un po’ più ampia”.
Con le pazienti, spiega, tutto comincia dalla fiducia. “Io ricevo molte pazienti che sono insicure del loro sorriso”, racconta. Alcune si vergognano a tal punto da aver smesso di farsi vedere in pubblico. La cosa più importante, in questi casi, è scegliere bene l’approccio da adottare: per Chiellini significa “avvicinarsi alla persona” per evitare il distacco che spesso si crea tra medico e paziente. Un approccio più confidenziale, dice, è fondamentale da questo punto di vista.
Alla domanda se il sorriso sia salute o estetica, risponde senza dividerli, ma con un ordine preciso. “Il sorriso in primis è salute”, dice, “quindi prima di tutto ci vogliono delle buone basi”. Gli è capitato di vedere casi in cui erano stati fatti “dei denti molto belli con gengive gonfie, sanguinanti, rosse, piene di tartaro”. Solo quando la bocca è sana, spiega, si può affrontare l’argomento estetico.
Sul confronto con gli Stati Uniti, Chiellini è netto. Ciò che distingue gli italiani, secondo lui, è l’attenzione a un risultato il più naturale possibile: “siamo molto più per le cose artigianali”. Qui negli Stati Uniti, osserva, vede più spesso sorrisi “molto uguali, molto standardizzati, molto bianchi, poco naturali”, quelli che definisce i tipici sorrisi hollywoodiani. Le dentature che applica lui, spiega, sono realizzate a mano da un artigiano, e per un sorriso servono tra 25 e 35 giorni. Esistono soluzioni in cui l’impronta si prende al mattino e il lavoro viene consegnato il pomeriggio, ma in quei casi, dice, “viene fatto tutto a macchina” ed è molto veloce, e il problema è che il risultato è molto standardizzato. Ecco perché, per lui, vale la pena dedicare al lavoro il tempo che serve: cerca sempre di distinguersi dagli altri con sorrisi artigianali.
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